Contributo per i genitori disoccupati o monoreddito con figli con disabilità


In arrivo le modalità di presentazione delle domande di contributo e di erogazione in favore di uno dei genitori disoccupati o monoreddito facenti parte di nuclei familiari monoparentali con figli a carico aventi una disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60 per cento, un contributo mensile per un importo massimo di 500 euro netti (MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – Decreto 11 ottobre 2021)

Per genitore disoccupato si intende la persona priva di impiego oppure la persona il cui reddito da lavoro dipendente non superi le 8.145 euro all’anno o 4.800 euro annui da lavoro autonomo. Per genitore monoreddito si intende un individuo che ricava tutto il proprio reddito esclusivamente dall’attività lavorativa, sia pure prestata a favore di una pluralità di datori di lavoro ovvero sia percettore di un trattamento pensionistico previdenziale. A tal fine non si tiene conto della percezione di eventuali altri trattamenti assistenziali. Si prescinde, in ogni caso, dall’eventuale proprietà della casa di abitazione.
Per nuclei familiari monoparentali si intendono quelli caratterizzati dalla presenza di uno solo dei genitori con uno o più figli con disabilità a carico. Per figli a carico aventi una disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60 per cento si intendono quelli che non essendo economicamente indipendenti continuano ad essere mantenuti dal proprio genitore. In particolare, per restare a carico del genitore un figlio deve avere un reddito non superiore a 4.000 euro fino a 24 anni e non superiore a 2.840,51 euro se ha un’età maggiore di 24 anni.
Il decreto in oggetto disciplina i criteri per l’individuazione dei destinatari e le modalità di presentazione delle domande di contributo e di erogazione in favore di uno dei genitori disoccupati o monoreddito facenti parte di nuclei familiari monoparentali con figli a carico aventi una disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60 per cento, un contributo mensile per un importo massimo di 500 euro netti.
La misura corrisposta non concorre alla formazione del reddito ai fine delle imposte ed è cumulabile con il reddito di cittadinanza.
Il beneficio è corrisposto dall’INPS, su domanda del genitore, con cadenza mensile, per un importo pari a 150 euro ed è riconosciuto dal mese di gennaio e per l’intera annualità. Nel caso di ammissione al contributo qualora il genitore abbia due o più figli a carico con una disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60 per cento, l’importo riconosciuto a norma del presente decreto sarà pari rispettivamente a 300 euro e a 500 euro mensili complessivi.
La domanda per l’ottenimento del beneficio deve essere presentata annualmente dal genitore secondo le modalità e le scadenze definite con circolare per via telematica secondo i modelli predisposti dal medesimo Istituto. La domanda dovrà essere corredata dalla dichiarazione del genitore interessato, rilasciata ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 sotto la propria responsabilità del possesso dei requisiti sopra indicati. Ai fini dell’attribuzione del beneficio l’INPS, verificata la regolarità dell’istanza, provvederà ad erogarlo all’interessato.
Il riconoscimento del beneficio presuppone il possesso cumulativo, al momento della presentazione della domanda, dei seguenti requisiti:
a) essere residente in Italia;
b) disporre di un valore dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) in corso dì validità non superiore a 3.000 euro; nel caso di nuclei familiari con minorenni, l’ISEE è calcolato ai sensi dell’articolo 7 del medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013;
c) essere disoccupato o, monoreddito e facente parte di nucleo familiare monoparentale;
d) fare parte di un nucleo familiare, come definito ai fini ISEE, in cui siano presenti figli a carico aventi una disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60 per cento.


Al fine di consentire la tempestiva erogazione della misura sono considerate inammissibili le istanze prive di tali indicazioni e quelle presentate fuori dai termini stabiliti dalla circolare.
Il beneficio è riconosciuto nel limite di spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021-2023. Qualora le risorse non fossero sufficienti ad esaurire le domande, si darà la priorità ai richiedenti con ISEE più basso. A parità di reddito ISEE sarà data priorità ai richiedenti appartenenti a nuclei con figli minori non autosufficienti. A seguire sarà data priorità ai richiedenti appartenenti a nuclei con figli con disabilità di grado grave e, infine, a seguire ai richiedenti con figli con disabilità di grado medio. Il beneficio sarà assegnato secondo i criteri individuati che costituiscono titolo di preferenza.
Il riconoscimento del beneficio decade qualora venga meno uno dei requisiti sopra richiesti. Decade altresì qualora si verifichi una delle seguenti cause:
a) decesso del figlio;
b) decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
c) affidamento del figlio a terzi.
Il genitore ha l’obbligo di comunicare tempestivamente all’INPS l’eventuale verificarsi di una delle cause di decadenza. Nel caso in cui in esito a verifiche e controlli emerga il mancato possesso dei requisiti, il beneficio è immediatamente revocato, ferma restando la restituzione di quanto indebitamente percepito e le sanzioni previste a legislazione vigente.
L’INPS interrompe l’erogazione dell’assegno a partire dal mese successivo a quello in cui si è verificata una delle cause di decadenza.
Nel caso di temporaneo ricovero del figlio con disabilità presso istituti di cura di lunga degenza o presso altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica, il beneficiario ha l’obbligo di informare tempestivamente l’INPS che provvederà a sospendere l’erogazione del contributo per tutto il periodo di ricovero.

Inattività lavorativa: spettanza assegno invalidità

L’INPS fornisce chiarimenti sul requisito di inattività lavorativa ai fini della liquidazione dell’assegno mensile di invalidità di cui all’articolo 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118.

La Corte di Cassazione, con diverse pronunce, è intervenuta sul requisito dell’inattività lavorativa di cui all’articolo 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, come modificato dall’articolo 1, comma 35, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, affermando che il mancato svolgimento dell’attività lavorativa integra non già una mera condizione di erogabilità della prestazione ma, al pari del requisito sanitario, un elemento costitutivo del diritto alla prestazione assistenziale, la mancanza del quale è deducibile o rilevabile d’ufficio in qualsiasi stato e grado del giudizio.
La giurisprudenza di legittimità, quindi, è costante nel ritenere che lo svolgimento dell’attività lavorativa, a prescindere dalla misura del reddito ricavato, preclude il diritto al beneficio di cui all’articolo 13 della legge n. 118/1971 (cfr. Cass. n. 17388/2018; n. 18926/2019).
Alla luce di tale consolidato orientamento, a fare data dal 14/10/2021, l’assegno mensile di assistenza di cui all’articolo 13 della legge n. 118/1971, sarà pertanto liquidato, fermi restando tutti i requisiti previsti dalla legge, solo nel caso in cui risulti l’inattività lavorativa del soggetto beneficiario.

Ispettorato: precisazioni sul ricorsi al Comitato per il lavoro


L’Ispettorato nazionale del lavoro fornisce alcuni chiarimenti in merito ai ricorsi amministrativi avverso gli atti di accertamento dell’Ispettorato medesimo e gli atti di accertamento degli Enti previdenziali e assicurativi che abbiano ad oggetto la sussistenza o la qualificazione dei rapporti di lavoro.

In particolare, l’INL precisa che, dalla presentazione tempestiva del ricorso decorrono i 90 giorni concessi al Comitato per decidere e, “decorso inutilmente il termine previsto per la decisione il ricorso si intende respinto”.
Al superamento dei 90 giorni e pur a fronte del “silenzio significativo” è sempre possibile, da parte del Comitato, l’adozione di una decisione espressa purché la stessa intervenga entro un arco temporale ragionevolmente contenuto rispetto alla scadenza del termine. Ciò anche al fine di mantenere pressocché inalterate le tempistiche dettate dalla legge per l’espletamento delle eventuali e successive procedure di carattere sanzionatorio, quali l’emissione dell’ordinanza ingiunzione che, come noto, deve effettuarsi entro il termine prescrizionale previsto.
Inoltre, è necessario gli Uffici di raccordo prestino attenzione alla tempistica di trasmissione delle istruttorie al Comitato (ovvero entro 30 giorni precedenti lo spirare del termine dei 90 giorni per la decisione), tempistica peraltro funzionale a verificare l’eventuale pagamento delle sanzioni in misura ridotta.
Così come in caso di adempimento alla diffida, infatti, anche il pagamento in misura ridotta determinerebbe l’estinzione del procedimento sanzionatorio, con conseguente inammissibilità del gravame amministrativo.
È quindi opportuno assicurare ogni possibile forma di raccordo tra Ufficio istruente e la Segreteria del Comitato, anche successivamente allo spirare del 60° giorno dalla notifica e all’invio della relazione, al fine di aggiornare le informazioni necessarie all’adozione di una corretta decisione da parte del Comitato.

Impiegati Agricoli Friuli Venezia Giulia: tabella salariale vigente



Si riporta la tabella paga Impiegati Agricoli in vigore nella Regione Friuli Venezia Giulia dall’1/7/2021, aggiornata con l’aumento del 2% previsto dall’accordo di rinnovo del CCNL del 7/7/2021


Salari Impiegati Agricoli dall’1/7/2021 (Art. 25 Accordo Nazionale 7/7/2021)



















































Categoria

Minimo mensile conglobato dall’1/1/2019

Integrativo Regionale FVG dall’1/1/2019

Aumento CCNL dall’1/7/2021

Totale lordo stipendio contrattuale dall’1/7/2021

Quadro 1.563,452 665,996 44,588 2.274,036
CONCETTO        
1.a 1.476,327 663,818 42,803 2.182,948
2.a 1.347,150 597,707 38,897 1.983,754
3.a 1.231,694 515,711 34,948 1.782.353
ORDINE        
1.a 1.152,126 447,883 32,000 1.632,009
2.a 1.087,862 361,372 28,985 1.478,219


Una tantum (Art. 25 Accordo Nazionale 7/7/2021)
Ai dipendenti in forza alla data di rinnovo del 7/7/2021, e il cui rapporto di lavoro sia iniziato anteriormente all’1/1/2021, è riconosciuto un importo lordo di euro 225,00 (duecentoventicinque/00) a titolo di una tantum per gli impiegati di Ili categoria, riparametrato come segue:
























Categoria

Una tantum – importo lordo

Quadri 280,00
Impiegati I categoria 264,00
Impiegati II categoria 240,00
Impiegati III categoria 225,00
Impiegati IV categoria 210,00
Impiegati V categoria 200,00
Impiegati Vi categoria 190,00


Gli importi di cui sopra dovranno essere corrisposti a titolo di una tantum con la mensilità relativa a ottobre 2021 e non saranno considerati utili ai fini dei vari istituti contrattuali e nella determinazione del T.F.R.
L’importo una tantum sarà riproporzionato per il personale part-time in relazione alla ridotta prestazione lavorativa.

Una tantum a ottobre per i Quadri e gli Impiegati Agricoli



Spetta, con la retribuzione del mese di ottobre, un importo una tantum per i Quadri e gli Impiegati Agricoli,


L’accordo 7/7/2021 ha previsto che, ai dipendenti in forza alla data di rinnovo del presente contratto, e il cui rapporto di lavoro sia iniziato anteriormente all’1/1/2021, è riconosciuto un importo lordo di euro 225,00  a titolo di una tantum per gli impiegati di Ili categoria, riparametrato come segue:
























Categoria

Una tantum – importo lordo

Quadri 280,00
Impiegati I categoria 264,00
Impiegati II categoria 240,00
Impiegati III categoria 225,00
Impiegati IV categoria 210,00
Impiegati V categoria 200,00
Impiegati Vi categoria 190,00


Gli importi di cui sopra dovranno essere corrisposti a titolo di una tantum con la mensilità relativa a ottobre 2021 e non saranno considerati utili ai fini dei vari istituti contrattuali e nella determinazione del T.F.R.
L’importo una tantum sarà riproporzionato per il personale part-time in relazione alla ridotta prestazione lavorativa

Sciolta la riserva sull’accordo di rinnovo del CCNL Carta Industria



Sciolta la riserva sull’ l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL per i dipendenti delle aziende esercenti l’industria della carta, della cellulosa, pasta legno, fibra vulcanizzata e presfibra e per le aziende cartotecniche e della trasformazione della carta e del cartone sottoscritta lo scorso luglio


L’ipotesi, che decorre dall’1/1/2022 e scadrà il 31/12/2024,  è stata sottoposta al giudizio favorevole dei lavoratori per cui, è diventeta applicabile.
La tabella retributiva con gli aumenti contrattuali e l’EMC, di cui sopra, alle scadenze previste dall’accordo di rinnovo, risulta essere la seguente:











































































































Categorie

TEM 1/1/2022

EMC 1/1/2022

Minimi dall’1/1/2022

TEM 1/1/2023

EMC 1/1/2023

Minimi dall’1/1/2023

Quadro 39,22 9,80 2.596,96 39,22 9,80 2.645,98
AS 39,06 9,76 2.588,74 39,06 9,76 2.637,56
A 33,25 8,31 2.279,31 33,25 8,31 2.320,88
B1 29,49 7,37 2.077,46 29,49 7,37 2.114,32
B2S 28,55 7,14 2.026,47 28,55 7,14 2.062,16
B2 27,29 6,82 1.960,85 27,29 6,82 1.994,97
C1S 25,25 6,31 1.850,70 25,25 6,31 1.882,27
C1 24,00 6,00 1.785,11 24,00 6,00 1.815,11
C2 21,80 5,45 1.667,95 21,80 5,45 1.695,20
C3 20,24 5,06 1.584,57 20,24 5,06 1.609,86
D1 18,98 4,75 1.517,84 18,98 4,75 1.541,57
D2 17,41 4,35 1.434,11 17,41 4,35 1.455,87
E 15,69 3,92 1.342,22 15,69 3,92 1.361,83











































































































Categorie

TEM 1/1/2024

EMC 1/1/2024

Minimi dall’1/1/2024

TEM 1/7/2024

EMC 1/7/2024

Minimi dall’1/7/2024

Quadro 26,14 6,54 2.678,66 26,14 6,54 2.711,34
AS 26,04 6,51 2.670,11 26,04 6,51 2.702,66
A 22,17 5,54 2.348,59 22,17 5,54 2.376,30
B1 19,66 4,92 2.138,90 19,66 4,92 2.163,48
B2S 19,03 4,76 2.085,95 19,03 4,76 2.109,74
B2 18,20 4,55 2.017,72 18,20 4,55 2.040,47
C1S 16,84 4,21 1.903,32 16,84 4,21 1.924,37
C1 16,00 4,00 1.835,11 16,00 4,00 1.855,11
C2 14,54 3,63 1.713,37 14,54 3,63 1.731,54
C3 13,49 3,37 1.626,72 13,49 3,37 1.643,58
D1 12,65 3,16 1.557,39 12,65 3,16 1.573,21
D2 11,61 2,90 1.470,38 11,61 2,90 1.484,89
E 10,46 2,61 1.374,90 10,46 2,61 1.387,97


UNA TANTUM
Nel mese di ottobre, a tutti i lavoratori in forza e con anzianità aziendale di almeno tre mesi al momento dell’erogazione, sarà riconosciuto un importo Una Tantum di 150 euro lorde non riparametrabili, omnicomprensivo dei riflessi sugli istituti di retribuzione diretta ed indiretta, di origine legale e/o contrattuale. Tale importo non concorre inoltre alla base di calcolo del T.F.R..


 


MENSILIZZAZIONE DELLA RETRIBUZIONE
Vene adottato anche per gli operai il sistema di determinazione della retribuzione applicato agli impiegati e ai quadri (retribuzione mensilizzata). L’importo della retribuzione mensile è rapportato al coefficiente mensile pari a 173 ore.


Vengono calcolate a parte le eventuali maggiorazioni per lavoro a turno e le eventuali prestazioni straordinarie, festive, banca ore, ecc. Per quanto concerne le festività, è previsto che gli eventuali trattamenti di miglior favore già applicati a livello aziendale siano salvaguardati nell’ambito dell’opportuna armonizzazione da realizzare durante il passaggio alla mensilizzazione.


ELEMENTO DI MODERNIZZAZIONE CONTRATTUALE
Viene istituita una specifica voce retributiva denominata “Elemento di Modernizzazione Contrattuale”, dell’importo a regime di 20€ sul livello C1, parametrato come da scala parametrale dei minimi di stipendio, che verrà corrisposta con i seguenti importi e decorrenze:















EMC Euro

Decorrenza

6,00 Gennaio 2022
6,00 Gennaio 2023
4,00 Gennaio 2024
4,00 Luglio 2024


Gli importi di cui sopra rientrano nella definizione di normale retribuzione prevista dal CCNL, intesa come la somma di quanto compete al lavoratore, quale corrispettivo, in via ordinaria, mensilmente o a periodi più brevi (compresi stipendio o salario contrattuale, aumenti periodici di anzianità e, quando dovute, indennità varie)


CONTRIBUTO ENIPG
A decorrere da gennaio 2022 viene istituto un contributo di assistenza contrattuale.Le aziende del settore cartotecnico sono tenute all’iscrizione a decorrere da gennaio 2022.Per il pagamento della quota:
– le aziende fino ai 15 dipendenti verseranno un contributo nella misura dello 0,05% della retribuzione annua lorda per l’anno 2023 e 0,10% a regime, dal 2024;
– le aziende sopra i 15 dipendente verseranno lo 0,10% della retribuzione annua lorda a decorrere da gennaio 2023.
Al contributo non sono tenute le aziende cartarie e del converting del tissue.Il requisito dimensionale è calcolato al 31 dicembre dell’anno precedente all’iscrizione (salvo il primo anno per cui si prenderà a riferimento dicembre 2022), avendo riguardo al numero di operai, impiegati e quadri e computando proporzionalmente i lavoratori part-time.Tale contributo verrà richiesto e riscosso dall’E.N.I.P.G. Nazionale o da un ente previdenziale/assicurativo e ripartito in ragione del 70% ai Comitati provinciali o interprovinciali o regionali e del 30% all’E.N.I.P.G. stesso.


FONDO NAZIONALE DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE
A decorrere dal 01/01/2023, in favore dei lavoratori dipendenti iscritti al Fondo Byblos, verrà riconosciuto un contributo aggiuntivo a carico del Datore di Lavoro pari al 0,3% della normale retribuzione annua.Pertanto il contributo aziendale passerà da 1,2% a 1,5%.

Operai Agricoli e Florovivaisti di Avellino: le tabelle vigenti



Si riportano le tabelle retributive vigenti dall’1/7/2021 per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Avellino con la prima tranche di aumento retributivo come previsto dall’accordo di rinnovo sottoscritto il 7/7/2021


Tabelle operai agricoli e florovivaisti a tempo determinato dall’1/7/2021



















































































































Area

Livello

Qualifica

Salario contrattuale al 30/6/2021

1° aumento CPL 1% di A dal 1/7/2021

Nuovo salario dal 1/7/2021

3 elemento 30,44% di C

Totale giornaliero C + D

Paga oraria E/6,5

TFR 8,63% di C

A

B

C

D

E

F

G

1 I Special. Super 58,89 0,59 59,48 18,11 77,58 11,94 5,13
1 II Special. A 57,56 0,58 58,14 17,70 75,83 11,67 5,02
1 III Special. B 56,57 0,57 57,14 17,39 74,53 11,47 4,93
2 I Qualif. Super 53,59 0,54 54,13 16,48 70,60 10,86 4,67
2 II Qualif. A 51,89 0,52 52,41 15,95 68,36 10,52 4,52
2 III Qualif. B 50,57 0,51 51,08 15,55 66,62 10,25 4,41
2 IV Qualif. C     47,50 14,46 61,96 9,53 4,10
3 I Comune A 46,99 0,47 47,46 14,45 61,91 9,52 4,10
3 II Comune B 40,06 0,40 40,46 12,32 52,78 8,12 3,49
3 III Comune C     33,47 10,19 43,66 6,72 2,89


Tabelle operai agricoli e florovivaisti a tempo determinato dall’1/7/2021












































































Area

Livello

Qualifica

Salario contrattuale al 30/6/2021

1° aumento CPL 1% di A dal 1/7/2021

Nuovo salario contrattuale mensile A + B

Paga giornaliera C/26

Parametro

 

 

 

A

B

C

D

E

1 I Special. Sup. 1531,10 15,31 1546,41 59,48 185
1 II Special. A 1496,69 14,97 1511,66 58,14 180
1 III Special. B 1470,88 14,71 1485,59 57,14 177
2 I Qual. Super 1393,49 13,93 1407,42 54,13 168
2 II Qualif. A 1349,30 13,49 1362,79 52,42 163
2 III Qualif. B 1314,99 13,15 1328,14 51,08 159
3 I Comune A 1221,46 12,21 1233,67 47,45 147
3 II Comune B 1041,42 10,41 1051,83 40,46 109

Rimborso rette scolastiche nell’agricoltura veronese

L’Ente Bilaterale per l’Agricoltura Veronese (Agribi) ha previsto per i suoi iscritti il rimborso per le rette dell’asilo nido e della scuola materna.

L’ente bilaterale per l’agricoltura di Verona, di cui fanno parte Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, torna a investire nelle prestazioni per i lavoratori agricoli della provincia, rifinanziando l’iniziativa che prevede un rimborso per le rette dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia.
Il contributo scolastico, contrariamente ad altri anni, non sarà soggetto a tassazione ed è riservato agli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato, contribuenti dell’ente bilaterale, che abbiano svolto almeno 102 giornate di lavoro nell’anno precedente alla richiesta. Per l’asilo nido il contributo è di 300 euro, mentre per la scuola materna è di 100 euro. Il sostegno può essere richiesto da uno solo dei genitori, anche se entrambi occupati nel settore agricolo, ma non si può accumulare il numero delle giornate utili al diritto di rimborso tra il padre e la madre. Le richieste devono essere inviate entro il 31 dicembre 2021 per raccomandata o a mano ad Agribi.
Verranno prese in esame esclusivamente le pratiche correttamente compilate e complete di tutti gli allegati richiesti e cioè: copia della carta identità del dichiarante, autocertificazione stato di famiglia, copia del pagamento della prima retta dell’asilo nido o della scuola dell’infanzia per l’anno scolastico 2021-2022, copia di una busta paga riferita all’anno 2020.

INPS – Tutele per i lavoratori fragili – Proroga – Ricorsi

L’INPS, con il messaggio 13 ottobre 2021, n. 3465, affronta le novità legislative introdotte in materia di lavoratori c.d. fragili.

La legge n. 133/2021, ha apportato modifiche alla disciplina inerente ai lavoratori c.d. fragili, di cui all’art. 26, commi 2 e 2-bis, del decreto-legge 17/3/2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24/4/2020, n. 27.
Pertanto, l’Inps con il messaggio in esame n. 3465 del 13/10/2021, ricorda che è stato ulteriormente prorogato fino al 31 dicembre 2021 il termine per il riconoscimento della tutela di cui all’articolo 26, comma 2, del D.L. n. 18/2020, che prevede, per i lavoratori in possesso della specifica certificazione sanitaria, che non possano svolgere la propria prestazione lavorativa in modalità agile, che il periodo di assenza dal servizio sia equiparato al ricovero ospedaliero, con la conseguente erogazione della prestazione economica e il correlato accredito della contribuzione figurativa, per tutto il periodo del comporto.
Contemporaneamente, viene prorogato al 31/12/2021 anche il periodo di cui al 2° comma bis del citato articolo 26, durante il quale, i lavoratori c.d. fragili svolgono di norma “la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto”.

Ricorsi amministrativi
Con l’occasione, l’Inps evidenzia che eventuali ricorsi amministrativi avverso i provvedimenti di diniego delle tutele di cui ai commi 1 (periodo di quarantena) e 2 (lavoratori fragili) dell’articolo 26 del decreto-legge n. 18/2020, sono presi in carico dalle Strutture territoriali competenti dell’Istituto e riesaminati in autotutela, anche qualora siano stati già presentati presso i Comitati di gestione.
In attesa di chiarimenti da parte dei Ministeri vigilanti, anche i ricorsi avverso i provvedimenti di diniego delle tutele di cui all’articolo 26, comma 6 (malattia accertata da covid), del citato decreto-legge n. 18/2020, nonché quelli similari già presentati presso i suddetti Comitati di gestione saranno, allo stato, riesaminati in autotutela dalla Struttura INPS territorialmente competente.


Rimane in tutti i casi la possibilità per il lavoratore di presentare ricorso all’Autorità giudiziaria.

Procedure di rilascio dei provvedimenti di maternità: precisazioni dell’Ispettorato


L’Ispettorato del lavoro fornisce precisazioni sulle procedure di rilascio dei provvedimenti di interdizione anticipata e post partum.


L’art. 18, commi 7 e 8, del D.P.R. n. 1026/1976 individua nel provvedimento emanato dall’Ispettorato, entro 7 giorni dalla ricezione della documentazione, il presupposto necessario per l’astensione dal lavoro, ne consuegue che l’astensione decorrerà dalla data di adozione del provvedimento stesso.
La disciplina contempla una sola ipotesi in cui l’Ispettorato può disporre l’immediata decorrenza dell’astensione dal lavoro ed è quella secondo la quale “ferma restando la facoltà di successivi accertamenti, l’Ispettorato del lavoro può disporre immediatamente l’astensione dal lavoro allorquando il datore di lavoro, anche tramite la lavoratrice (…), produca una dichiarazione di quest’ultimo nella quale risulti in modo chiaro, sulla base di elementi tecnici attinenti all’organizzazione aziendale, la impossibilità di adibirla ad altre mansioni”.
Quanto al secondo aspetto, come noto, i giorni antecedenti la data presunta del parto non goduti a titolo di astensione obbligatoria vanno aggiunti al periodo di congedo da fruire dopo il parto. Tale previsione trova applicazione anche nelle ipotesi di interdizione fino al settimo mese dopo il parto e dunque i giorni di congedo obbligatorio ante partum non fruiti si aggiungono al termine della fruizione dei sette mesi decorrenti dalla data effettiva del parto.
Pertanto, anche in relazione ai provvedimenti disposti dall’INL, deve essere indicata la data effettiva del parto dalla quale decorrono i sette mesi di interdizione post partum ai quali sommare i giorni non goduti a causa del parto prematuro.